Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita fino ai 18 mesi

da 15 Gen 2018Approfondimenti, Blog, Psicomotricità

Parlando con i genitori dei bambini che frequentano le attività di psicomotricità nel nostro Centro ci capita spesso di rispondere a domande relative ai “giusti stimoli” e “giuste attività” da proporre ai figli durante la loro crescita al fine di promuovere uno sviluppo psicomotorio armonico.

Vogliamo provare a riassumere qui alcuni principi, specificando fin da subito che, in qualunque fase della crescita, il motore che spinge i bambini ad acquisire nuove competenze e abilità è innanzitutto il piacere, quindi un ambiente stimolante ed emotivamente ricco sono ciò di cui hanno bisogno.

Ovviamente, ogni età richiede un approccio specifico e in questo articolo cominciamo approfondendo il periodo che va da 0 ai 12-18 mesi.

Cosa si intende quando si parla di “sviluppo psicomotorio” del bambino?

Si intende un processo complesso di intreccio armonico fra sviluppo sensoriale, motorio, cognitivo, relazionale, emotivo e sociale. E quindi, non si riferisce soltanto all’osservazione di come i bambini imparano a usare il proprio corpo. E’ una prospettiva più ampia.

La crescita dei bambini è un fluire continuo, attraverso diverse fasi, che vanno intese come periodi flessibili di maturazione delle competenze di ciascuno; la crescita di un bambino non può infatti essere scandita da tappe rigide, con tempi standardizzati per il raggiungimento delle competenze. Ogni bambino possiede risorse personali e la variabilità dei tempi dello sviluppo psicomotorio dipende da numerosi fattori genetici, ambientali, caratteriali e relazionali.

Degli esempi?

Nel corso del primo anno di vita il bambino acquisisce in un periodo relativamente breve numerose competenze e abilità che lo portano dallo stato di dipendenza originario, a una prima autonomia raggiunta con la capacità di spostarsi nell’ambiente. Compito dei genitori è quello di accompagnare i figli in questo percorso, offrendo spazio, sicurezza e attività adeguate, nel rispetto dello stile individuale e dei ritmi del bambino. L’attenzione deve essere focalizzata più sul “come” che sul “quando”, senza dimenticare mai che i bambini fanno ciò che sanno fare quando sono pronti.

Il primo anno di vita è fondamentale. Cosa si può aggiungere?

C’è la prima fase che va da 0 a 3 mesi: è il periodo in cui il bambino è impegnato nell’adattamento all’ambiente extrauterino e nel processo di attaccamento. In questa fase deve cominciare a organizzare il ritmo sonno-veglia e maturare le capacità di adattamento agli stimoli esterni.

Di cosa hanno bisogno i bambini nei primi mesi?

Le cose principali sono il contatto corporeo, le esperienze visive e uditive, il partecipare all’ambiente familiare. Poi c’è la dimensione ludica, del gioco. Ad esempio, con le proprie mani la mamma e il papà possono chiacchierare, cantare e intanto massaggiare, cullare, coccolare e animare oggetti mobili, proponendo una cosa per volta. Alcune regole utili per i genitori sono: NO ai giocattoli meccanici, SI all’organizzazione di periodi di riposo (time out) e rispetto dell’auto organizzazione dei time out (ad esempio, il bambino volge altrove lo sguardo e inizia a dare segni di stanchezza).

Passando alla fase 3/6 mesi?

In questo periodo il bambino rinforza i legami affettivi e inizia ad avere una maggiore consapevolezza di sé. Inoltre matura l’interesse per gli oggetti che inizia ad esplorare con la bocca e con le mani; il bambino matura anche un buon controllo della testa e del busto mettendo le basi per riuscire nella fase successiva a stare seduto da solo. In questo periodo si osservano i primi spostamenti autonomi nell’ambiente sotto forma di rotolamento.

Altri fattori importanti sono lo scoprire le funzioni delle proprie mani, maturare la coordinazione occhio – mano, sperimentare l’esplorazione con la bocca, stare a pancia sotto dai 5 mesi.

Quali giochi a questa età?

La regola utile è quella di mettere a disposizione oggetti piccoli, sicuri, leggeri e vicini da toccare, afferrare e mettere in bocca. Va ricordato ai genitori che per i bambini è essenziale utilizzare la bocca per cominciare a conoscere la realtà circostante. Utilissimo è stare, dai 4 mesi in su, su una coperta per terra per giocare in sicurezza con il proprio corpo, scalciare, rotolare.

Veniamo ai 6/9 mesi?

E’ il periodo in cui per molti bambini inizia l’indipendenza. In questa fase il bambino matura la posizione seduta autonoma con le mani libere e la capacità di passare da una posizione all’altra (supino/prono, sdraiato/seduto, seduto/quadrupede), inizia a spostarsi in orizzontale e a esplorare autonomamente lo spazio, matura la manipolazione e le capacità nel gioco (si passa gli oggetti da una mano all’altra, li batte insieme, li lancia e li mette dentro/fuori). Quindi ha bisogno di fare attività specifiche, maturare la conoscenza di sé e dell’ambiente, essere protagonista del gioco.

Quali giochi?

Oggetti normali di casa e materiali naturali. Molto interessante è il Cestino dei Tesori (apri il box sotto per un approfondimento),  un’alternativa al giocattolo comprato, fatto utilizzando oggetti normali di casa con caratteristiche diverse, per offrire così al bambino esperienze varie e interessanti. Meglio giocattoli che sviluppino la conoscenza del dentro-fuori,  causa-effetto, inizio-fine. E anche giocattoli che si muovono.

Il Cestino dei Tesori - Per saperne di più

Il Cestino dei Tesori ,elaborato dalla psicologa Elinor Goldschmied è un’alternativa al giocattolo comprato, fatto utilizzando oggetti normali di casa con caratteristiche diverse, per offrire così al bambino esperienze varie e interessanti.

Come si fa? Per realizzarlo si deve prendere un cestino o una scatola di circa 40 cm di diametro circa 12 cm di profondità, senza manico e sufficientemente robusto da non rovesciarsi se il bambino vi si appoggia. Cosa mettere? Mettete solo oggetti sicuri! Quindi no a oggetti troppo piccoli, di materiale tossico, di materiale che possa rompersi facilmente, con bordi appuntiti o taglienti, con parti piccole e staccabili, nasci o fili lunghi, sacchetti di plastica, penne, matite. Scegliete prevalentemente oggetti fatti con materiali naturali: legno, metallo, stoffa, carta,… Il cesto deve offrire esperienze sensoriali varie. Ecco alcuni suggerimenti pratici: pigne, limoni, arance, bottiglia di plastica con acqua o sassolini, scatoline di carta, cilindri di varia misura, portatovagliolo di legno, palla da rammendo, mollette per i panni, oggetti di metallo quali cucchiai di varie misure, mazzo di chiavi, colino da the, imbuto, oggetti di stoffa: prese da cucina, palla di stoffa, borsellino con vari tipi di chiusura. Come si usa? il bambino dovrebbe essere seduto terra con il cesto accanto, abbastanza vicino da arrivarci con facilità, viene lasciata massima libertà di esplorare gli oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono afferrati, toccati, passati da una mano all’altra e portati alla bocca; esaurita l’esplorazione di un certo oggetto, il bambino ne sceglierà un altro. Per mantenere l’interesse il cestino non dovrebbe essere sempre a disposizione ma proposto in alcuni momenti preposti al gioco autonomo,  è importante inoltre introdurre regolarmente nuovi oggetti.

Il ruolo dell’adulto in questo gioco è quello di osservatore, la sua presenza ha lo scopo di garantire serenità, senza intervenire.

E dai 9 ai 18 mesi?

Il periodo che va dai 9 ai 12 mesi, volendo anche fino a 18: è il periodo dell’indipendenza motoria. I compiti evolutivi sono: spostarsi da solo per terra cioè  “gattonare”, perfezionare i passaggi di posizione, maturare la capacità legate allo stare in piedi, maturare l’indipendenza nel gioco, alimentazione, sonno e movimento. E’ la fase in cui il bambino ha bisogno di alcuni passaggi che in sintesi sono: 1) maturare la capacità di osservare e imitare; 2) muoversi liberamente e con sicurezza nello spazio; 3) raffinare la manipolazione; 4) maturare le capacità cognitive.

Quali i giochi utili in questa età?

I giochi che aiutano le dinamiche di causa/effetto, le costruzioni e anche libri. Inoltre oggetti quotidiani veri, giochi che si muovono e per muoversi.

Come lavora una psicomotricista con i bambini da 0 a 12 e fino a 18 mesi?

Verifica che le fasi, cui abbiamo accennato, abbiano un andamento armonico, vissuto serenamente dal bambino. Se è il caso, aiuta il bambino, aiuta anche genitori a conoscere e promuovere l’evoluzione del proprio figlio.

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